Perché c’è un punto vicino all’infinito che non ha confine. C’è ma è un sospiro.
E’ il sospiro di un uomo grande che moriva,
sono i sospiri di una donna unica che in quel momento ti accoglieva.
L’infinito è annullarsi di vita, è unirsi di corpi.
L’infinito è aria fresca sulla faccia, e le braccia ai suoi fianchi,
che guida tra il traffico e scarta le auto come scartare pensieri cattivi.
Che un po’ fa paura, ma tutto ti prende e ti porta via.
Ma a portarti via è il pensiero della sua pelle,
che tra poco ti svelerà ancora il suo segreto di alchimie e parole sussurrate e piene.
Ti portano via i cartelloni e le auto che ti lasci alle spalle,
o gli aerei che arrivano a sera, graffiano il cielo di luci sottili.
E non li prende la tua smania di fermare le immagini, che la gente va e viene
e non la ferma la tua fotografia, scappa via come il sangue dal graffio.
C’è la notte e c’è il mare dietro la schiena.
Ci sono due corpi nudi, avvolti tra le lenzuola.
C’è la notte, e c’è un amore.
Che ha solo un po’ paura di esistere.


