Che c’è?
C’è che rincuora ritrovare le proprie unghie sane e salve piantate a fondo nella schiena della gente. Quella stessa gente che ci portiamo dentro e che non è solo gente, è la nostra gente, la mia gente.
C’è che uno, certo, quando cade guarda in basso, ma <<fin qui tutto bene, fin qui tutto bene>>, poi si volta e vede che c’è (ebbene c’è!) dove attaccarsi, questo sì!
Che basta allungare una mano, o cogliere la mano tesa di un altro, di tanti altri.
Mani che sfiorano pelle di braccia e resta la sensazione sotto le dita per giorni, e giorni e non basta ancora.
Che la fantasia allo stato brado scalcia e non la si governa, ma con le redini molli in mano per me può galoppare quanto vuole, dove vuole. Io sono pronto.
E scoprire germogli dalle parole che lascio in giro, incontinente di pensieri, e annaffiarle piano per vedere se crescono. E anche no. Ma crescono e non se ne può fare a meno poi. La cura, capisci Ele? Prendersi cura, tu lo so che lo sai bene, che nella tua mano hai stretto milioni di volte quella di chi chiedeva con rabbia calci pugni e bestemmie che tu ti prendessi cura della piantina che è lui. E lo sai e lo fai e so che lo fai che avrei solo da imparare. Io.
E un fratello seduto al tavolo della mia cucina, tovagliolo a bavaglia che per me è calore e casa nostra. E scherza pure e prendimi in giro, dammi il tuo piatto da lavare. Nel tuo ci metto amore, ma lo dico col cuore, riempio di senso la meccanica del gesto ripetuto. Per te lo faccio, è come se fossimo a casa mia, fratello. Rimani lì, è solo un piacere.
E scivolo col grembiule tra i parruccati dell’aperitivo. E una mano sulla spalla e mi giro e Robi mi dice <<oh guarda che c’è Massi>>. Che io capisco cosa stai dicendo ma dentro mi dico non puoi star qui a dirmi quello che mi stai dicendo, e non riesco a parlare e alzo lo sguardo e lo ri-vedo negli occhi, che ride come ha sempre fatto.
E sento caldo e mi scoppiano le lacrime e gli salto addosso e lo abbraccio che sono cinque anni che non ho potuto farlo e avrei voluto e anche tu ma Santa Cruz e via, è lontana, e di soldi sai non ne girano e te se vieni ti mettono dentro che sei italiano di Spagna ma qui ti arrestano davvero che per qualcuno tu il militare lo devi fare comunque…perché ora Massi? perché il silenzio Massi? Perché ora Massi? Non ne escono di parole e ti abbraccio fortissimo e ti tiro su e ti abbraccio ancora. Domani parti di nuovo? È ok, vai (“before his first step, he’s off again” Off he goes – Pearl Jam), vai! Che tanto noi si finisce per riabbracciarci ancora presto, ma davvero. Vai Massi. Vai amico.
La gente del mio Barrio.
Ci si sistema alla buona, si sta ognuno dove si preferisce, ma ci si sta.
Che imparo a dirmi più spesso che quando cado, se cado, avrò schiene dove piantare le unghie e farmi tirare su.
Gente del mio barrio.
