…Che quando ridi stringi gli occhi a fessura, e quando parli parli tanto, poi sorridi ancora, e stringi gli occhi a fessura.
E che quando c’è da ascoltare si ascolta, e se c’è da piangere, semmai, si piangerà.
Conosci i tuoi demoni e non ti fa paura tenermi la mano e parlarmi di loro. E non ti fa paura che ti tengo la mano e ti parlo di loro. E dei miei.
…Che rido quando sparisci dietro alle tue fessure di occhi, e quando parlo parlo tanto, e rido ancora se chiudi gli occhi e scappi via serena.
E poi guido a notte fonda, sempre notte fonda, con le labbra che sanno di miele e pizzicano di cannella, e il cuore colmo di parole che riempiono e lasciano punti. E punti e punti di sospensione, ogni volta.
Che quando sorridi stringi gli occhi a fessura, e sciogli il sale che dorme nelle mie vene.
E la voglia che avrei di morderti il collo.


