Dj, 'nghiullàatt, metti su il fanchi, dai per favore.

chiu pilu pi tuttiiii

scritto da mirkusiz martedì, 29 marzo 2005
 Galveston bay

Per quindici anni Lee Bin Son
combattè fianco a fianco con gli americani
nelle montagne e nel delta del Vietnam.
Nel '75 Saigon cadde e lui lasciò il suo commando
e condusse la sua famiglia nella terra promessa

Seabrook, Texas, e le piccole città del Golfo del Messico
erano le terre del Delta e gli ricordavano la sua casa.
Lavorava come macchinista, mise da parte dei soldi,
comperò una barca per la pesca dei gamberi con suo cugino
e insieme pescarono i crostacei nella Baia di Galveston.

Al mattino, prima del sorgere del sole,
baciava sua fglia che dormiva ancora.
Governava la barca per il canale
e gettava le sue reti nel mare.

Billy Sutter combattè con la Charlie Company
negli altipiani del Quang Tri.
Venne ferito nella battaglia di Chu Lai
e rispedito a casa nel '68.

Si sposò e lavorò nel Golfo come pescatore
in una barca che era stata di suo padre.
Al mattino baciava suo figlio che dormiva
e gettava le sue reti nel mare.

Billy sedeva davanti alla tv quando il sud cadde
e i comunisti invasero Saigon.
Lui e i suoi amici restavano a guardare l'arrivo dei rifugiati
seduti nelle stesse strade e lavorando sulla costa in cui erano cresciuti.
Presto nei bar attorno al porto si parlò
dell'America agli Americani
qualcuno disee "se li vuoi fuori, devi prima buttarli fuori da te"
e crearono il Klan del Texas.

Una notte umida del Texas c'erano tre ombre scure nel porto
che incendiarono i vietnamiti nel mare.
Tra le luci del fuoco si accese la battaglia.
Due texani giacquero morti per terra,
Lee era fermo con la pistola in mano.

Una giuria lo assolse per legittima difesa
quando comparve in aula.
Ma come Lee discese i gradini del Tribunale
Billy disse "amico, sei un uomo morto".

Tardi in una notte d'estate Lee stava guardando la superficie dell'acqua.
Billy era nascosto nell'ombra
col suo coltello k-bar in mano.
La luna scomparve dietro le nuvole.
Lee accese una sigaretta, la Baia era immobile come vetro.
Ma come gli passò accanto, Billy ripose il suo coltello in tasca,
fece un respiro profondo, e lo lasciò passare.

Col primo buio Billy si sollevò,
andò in cucina per bere un sorso d'acqua,
baciò sua moglie addormentata.
Si diresse nel canale,
gettò le sue reti nel mare.
Nella Baia di Galveston.



Bruce Springsteen.
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scritto da mirkusiz martedì, 22 marzo 2005
 NESSUN LIMITE ALLA MESCHINITA' UMANA.
MESCHINO.
IO, E TE CHE PROBABILMENTE ORA STARAI RIDENDO COMPIACIUTO DEI RISULTATI NEFASTI.
MESCHINO.
IO.
E TE, CHE PIU' IN BASSO NON PUOI ARRIVARE, CHE SEI L'ESSENZA STESSA DEL FANGO.

QUI CI SONO FRANTUMI DI PERSONE, COCCI INDISTINGUIBILI DI QUALCOSA CHE NON AVEVA PREZZO.
UNA PIETRA, LA MIRA PRESA COME SI DEVE.

QUI CI SONO FRANTUMI DI PERSONE, COCCI INDISTINGUIBILI DI QUALCOSA CHE NON AVEVA PREZZO.


fine di SAN PEDRO.
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scritto da mirkusiz mercoledì, 16 marzo 2005



Riavere.

 Pomeriggi immobili.
 
La schiena contro il muro,
 
il culo contro il mondo.
 
Gli occhi contro gli orti.
 
Immobili.
 
Riavere.
 
La mia caccia alle lucertole.

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scritto da mirkusiz giovedì, 10 marzo 2005


Il rumore delle cose nuove, un respiro, come il pensiero della primavera nell’aria attorno, che è ghiaccio morto.
Il rumore delle cose nuove, un respiro, come le parole che smetto, e rimango ad ascoltare impaziente.
Ed è come trovare la poesia nella tenacia di un piccolo “Circo Acrobatico Triberti” qualunque. Che resiste, nonostante i sussulti di questo inverno della beffa.

 

 

Nonostante.

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