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banda fratelli connèscion, eventi che contano
Dj, 'nghiullàatt, metti su il fanchi, dai per favore.


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Come se ad un tratto tenessimo tutti il fiato. Che tanto, ci siamo detti, abbiamo respirato anche troppo a lungo. Come se per un istante, a guardali negli occhi, gli occhi, non trovassimo niente altro che laghi di montagna, e che voglia di tuffarcisi dentro, che è estate. E non fa niente se non è così.
Come se, alla fine, ne sia valsa comunque la pena, che pena, siamo contenti lo stesso
Come se, ad un tratto, non ci importasse in verità nulla di nulla, di niente altro, di nulla. Solo di tutto, e di più. Di nulla, ma di te si.
Poter volare alti nell’aria, sopra le cose, le case e le chiese. Sui tavolini della gente che cena, che ride, e che, forse, forse non doveva essere li.
Sopra alle bugie perché lì c’era, a cena, la gente c’era, a cena. E sorridere, capire al volo, volare via per capire meglio, non dire nulla, e lasciare tutto così.
Volare sulle intenzioni, le scuse e i rancori, volare sulle spiegazioni che non bastano. Ma cosa basta se anche in volo non sei comunque qui?
Cosa basta per volare insieme senza che sia un problema per te, o per me, o per chi dimmelo tu?
Volare sui cuori che si stringono nei loro paltò un po’ vecchi, e affrontano da soli tutti i passi del pomeriggio, senza la voglia nemmeno di guardare di che colore è il cielo alle cinque, proprio oggi pomeriggio alle cinque, e anche qualcosa di più.
Quando se è sereno sembra un cielo diverso, e dai campi si alza la nebbia e mette ogni cosa a dormire, mette tutto a tacere, che arriva la sera.
Ma in fondo, è solo umidità.
Fare i conti con le stanze vuote e gli echi dei pensieri che sbattono sui muri.
Che ha muri spessi il cuore, e forti davvero. Ma a volte basta un niente, un passo maldestro. Basta un commento, per buttarli giù.
Come se ad un tratto, a camminare fra le macerie, riuscissi davvero a capire che niente altro mi importa ormai.
Solo tu. Esisti solo tu.
E' solo dal fondo, dalla gola strozzata per mancanza di fiato, dalle orecchie che scoppiano per il peso del mondo.
E’ solo da lì, che ti accorgi di quanto pura e splendida sia, per te, la tua realtà.
Immutata fiducia, smisurato amore.
Se mi assale il profondo, cedo a mani basse.
Aspetto che mi prenda, e mi lascio morire nel caldo dolce della sua presa, stretta al cuore.
Ho calpestato la polvere di Harran, la stessa di migliaia di anni fa.
Ho preso per mano bambini sporchi e felici di noi, e nell’azzurro dei loro occhi smisurati, mi sono lasciato cadere. Schiena al muro, giurerei di aver udito i passi degli eserciti di sempre.
Che da sempre, sono passati di lì.
